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Trump contro l’OPEC per evitare eccessivi rincari del greggio: il fine c’è, i mezzi forse…

In Analisi on 11/06/2018 at 15:54

A fine aprile il Presidente americano ha attaccato l’OPEC, rea di aumentare artificiosamente il prezzo del petrolio.

In effetti, l’accordo che questa Organizzazione ha concluso, meno di due anni fa, con la Russia – e non solo – al fine di diminuire la quantità offerta, ha sortito degli effetti in termini di prezzo, che ha superato i 70 dollari a barile.

Sulla questione, Trump ha twittato:

«Sembra che l’Opec ci stia provando di nuovo. Con una quantità record di petrolio disponibile ovunque, comprese le navi totalmente piene in mare, i prezzi sono artificialmente molto elevati. Non va bene e non verrà accettato!»

Subito dopo questo messaggio, il prezzo è calato di mezzo dollaro a barile.

Per alcuni osservatori, tale atteggiamento rischia di incrinare i rapporti con l’alleata strategica Arabia Saudita (oltreché con i produttori nazionali) e di peggiorare le relazioni – già non idilliache – con Russia, Venezuela e Iran.

Appare evidente che, quelli appena citati, sono, per la Casa Bianca, rischi inesistenti o che possono essere corsi.

In ogni caso, al di là degli eventuali coinvolgimenti geopolitici, le intenzioni del Presidente USA sono abbastanza chiare: oltre ad andare incontro alle esigenze del suo elettorato (giacché 2,75 dollari a gallone – circa 72 centesimi al litro – sono un qualcosa di quasi mai visto negli States), vuole seguire Larry Kudlow, il suo neo consigliere economico, il quale ritiene condizione imprescindibile, per sostenere la crescita, un livello basso dell’oro nero.

Ciò che risulta, invece, meno chiaro è il modo con cui potrà e vorrà combattere questa battaglia.

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