Analisi, Commenti, Idee

Danilo Carello

Laureato in Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa, ha frequentato un Master in Gestione e Strategia d’Impresa e un altro in Amministrazione, Finanza & Controllo.

Attratto dalla valutazione del rischio di credito, si è occupato di verifica delle insolvenze e analisi creditizie.

Dopo aver ricoperto vari ruoli nell’ambito del Marketing e delle Pubbliche Relazioni, è stato Socio e Amministratore Unico di una Società italiana.

Interessato altresì alla fiscalità internazionale, nonché alle operazioni concernenti la lotta al riciclaggio e il contrasto al finanziamento del terrorismo, ha ricoperto la carica di Main Contact for bank development nel Comitato promotore per uno Stato estero.

Si occupa di analisi su azioni, obbligazioni e derivati per il trading on line e gli investimenti diretti.

Fondatore dell’OCdE, presiede un’azienda di erogazione culturale.

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  1. Egregio Dan.Ca.,
    non ho mai confuso qualità con quantità. Con me, in questo, Lei sfonda porte già spalancate.

    Tra i motivi di scarsa reattività esplicitata dai Suoi lettori, metterei anche la riservatezza di dimostrare partecipazione/dissenso ad uno ‘schieramento’ ovvero ad una ‘parte politica’.
    Ancora si confonde ‘scelta politica’ con ‘scelta partitica’. Infatti, a Suo dire, alcuni preferiscono il rapporto diretto (e riservato) che la posta elettronica ancora consente.

    Fatto che, ad esempio. non accade per altre impostazioni partitiche, in cui – a fronte di un qualunque argomento ritenuto ‘caldo’ – i commenti si aggregano viralmente come polvere di ferro attratta da una calamita.

    Non si scomodi a rispondere. Grazie per l’ospitalità.
    mfr

    • Premesso che rispondere non è per me motivo di scomodità, tengo a precisare che il mio riferimento a “quantità” e “qualità” voleva essere una riflessione generica e non un invito diretto all’interlocutore a non confondere i due aspetti.
      Ciò detto, tra le cause di assenza di commenti da parte dei lettori, non inserirei una presunta ritrosia a manifestare le proprie simpatie o antipatie politiche e partitiche.
      Infatti, si può essere pubblicamente “non identificabili” (attraverso pseudonimi e accorgimenti similari) anche commentando normalmente i posts.
      Perciò, non sembra necessario “rifugiarsi” in e-mail “riservate” che, a mio dire, alcuni lettori erroneamente ed incomprensibilmente inviano.

  2. Egregio blogger,
    come mia abitudine – vista la natura ‘salterina’ del mio stato su WP e connotata dal logo da me scelto – ho letto vari Suoi posts e li ho trovati degni di considerazione e di riflessioni non banali.
    Quindi, coerentemente, ho attivato il bottone per poter ricevere segnalazione dei nuovi articoli che Lei vorrà mettere a disposizione.
    E fin qui tutto bene.

    Quello che mi stupisce è – a quanto mi è dato osservare – l’assoluta mancanza di commenti ai Suoi interessanti e puntuali posts. Non sono andato molto a ritroso nel tempo, per cui forse ignoro le Sue ‘origini’ qui su WP.

    Io, con i contenuti di varia umantà che ho la ventura – tra cui manca assolutamente la visione economica che invece costituisce la Sua pietra fondante -, trovo un interesse oscillante nel pubblico di lettori italiani, ed un maggiore maturità culturale in quelli stranieri.
    Il fatto di disporre di una tecnologia che rende semplice la comunicazione interpersonale non dovrebbe ipso facto banalizzare i contenuti che vengono fatti passare in rete.

    Ma spero di leggerLa ancora con l’interesse provato oggi.
    (ah, ho trovato il link a queste pagine su CHICAGO BLOG diretto ad Oscar Giannino).

    Suo
    mfr

    • “Il fatto di disporre di una tecnologia che rende semplice la comunicazione interpersonale non dovrebbe ipso facto banalizzare i contenuti che vengono fatti passare in rete”.
      Sono d’accordissimo, e ritengo altresì che tale banalizzazione non possa essere valutata in base al numero di commenti presenti nei posts.
      Ciò vale per un blog “generalista” e/o personale, e ancor di più se si tratta di un blog piuttosto specifico, qual è quello dell’Osservatorio Critico di Economia.
      In ogni modo, nel caso di specie, l’assenza pressoché totale di commenti è frutto di varie cause. Ne cito qualcuna.
      Le statistiche internazionali ci dicono che i parlanti lingua italiana sono – purtroppo – economicamente e finanziariamente più ignoranti rispetto ad altre popolazioni nazionali (l’OCdE, nel suo piccolo, cerca di sopperire a tale lacuna presente in molti “internauti”), per cui preferiscono astenersi dal proporre un commento in tale ambito. È vero che altri blogs economici sono fatti oggetto di “maggior attenzione”, ma ciò è soprattutto dovuto al fatto che i bloggers – magari ottimi e competenti – lì operanti sono mediaticamente più conosciuti, per cui, probabilmente, nell’utente scatta una sorta di desiderio di “interagire” con una persona che vedono in TV o leggono sui giornali. Tuttavia i commenti ivi presenti sono il più delle volte tecnicamente errati e qualunquistici, per cui l’eventuale banalizzazione anziché diminuire, rischia di aumentare…
      È questo uno dei motivi per cui l’OCdE preferisce commentare qui i posts di altri blogs di Economia, evitando così di confondersi nel magma di insipienti “opinionisti”.
      Segnalo inoltre, che, sebbene l’OCdE non sia, almeno al momento, sottoposto ad una stretta attenzione da parte dei commentatori, non solo suoi articoli sono spesso rilanciati o citati da vari utilizzatori di social networks (a cui non sono iscritti né l’Osservatorio né alcun membro di esso), ma il blog compare anche in vari siti internet come “sito amico”.
      Ciò testimonia l’interesse che comunque c’è nei confronti dell’OCdE, a prescindere dalla presenza o meno di commenti, i quali, a volte, vengono incomprensibilmente – ed erroneamente – spediti all’indirizzo e-mail del sottoscritto e, perciò, non pubblicati.
      Posso, infine, condividere l’opinione sulla “maggiore maturità culturale” degli stranieri, che ho modo di verificare quasi giornalmente ricoprendo il ruolo di consulente principale nell’ambito del sistema e dell’organizzazione bancari presso il Governo di uno Stato estero.

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